Molto importante è non perdere di vista queste considerazioni - e altre ancora - quando si tratta di trucco semipermanente.
Spesso "chiaccherando" di tatuaggio, o scorrendo articoli di giornale, compaiono moltissime imprecisioni ed inesattezze.
-Iniziamo con una precisazione dei termini che spesso ricorrono in questo argomento utilizzando le parole del Maestro Ennio Orsini per darvi una spiegazione esauriente nei termini e nel concetto:
E’ frequente la domanda: “Che differenza c’è tra trucco permanente e trucco semipermanente?“: ... praticamente nessuna! Le due definizioni indicano la stessa azione.
Permanere vuol dire continuare ad essere o a stare, durare. Ossia indica un periodo relativamente lungo ma indefinito! Permanente non è un sinonimo di eterno o di infinito.
Cosa dovrebbe significare avere un trucco semipermanente? Avere un trucco, per la metà di un lungo periodo? Ma se non posso quantificare il lungo periodo, come faccio a stabilirne la sua metà?-
Diciamo quindi che, la parola semi-permanente, definisce esclusivamente l’impiego di pigmenti bioriassorbibili che hanno uno spessore espresso in micron - µm - molto inferiore rispetto a quelli usati per il tatuaggio tradizionale, e sono quindi più facilmente fagocitati dai macrofagi del circolo linfatico - vengono cioè più facilmente assorbiti ed eliminati dall’organismo - a differenza di quelli con maggior spessore che vengono eliminati con molta difficoltà, quindi possono essere un po’ meno evidenti ma mai del tutto riassorbiti ed eliminati. Inoltre non contengono resine, che rendono "incancellabile" il tatuaggio.
Inoltre l’utilizzo di pigmenti “permanenti” nella dermopigmentazione è calorosamente sconsigliato da:
CONSIGLIO D’EUROPA - COMMISSIONE DEI MINISTRI - Risoluzione ResAP(2003)2 su tatuaggio e trucco permanente(Adottata dalla Comm. dei Ministri in data 19 Giugno 2003 in occasione del 844esimo meeting dei Delegati Ministeriali)che indica le regole di utilizzo dei pigmenti per il tatuaggio di viso e corpo.
Per non parlare poi del fatto che con un tatuaggio del viso che permane per tanti anni, si corre il rischio che sia i lineamenti, che il pigmento introdotto, e per ultimo la moda possano subire cambiamenti significativi che ci facciano pentire della scelta fatta molti tempo prima. Si utilizzano quindi pigmenti che siano ben visibili per un anno o due al massimo.
Ma volendo definire l’azione, che genera un trucco permanente, possiamo riferirci tranquillamente alla definizione più ampia è idonea usata per descrivere l’azione tatuatoria o più precisamente la dermopigmentazione. Cosa significa genericamente tatuare oppure dermopigmentare? Significa spingere nel derma una preparazione colorante sterile, attraverso un ago sterile non cavo.
Ritengo che questa definizione sia la più corretta per indicare genericamente tutte e tre le sottocategorie che si avvalgono della medesima azione, che sono: Dermopigmentazione estetica (micropigmentazione para-medicale), Dermopigmentazione visagistica (trucco permanente) e dermopigmentazione artistica (Body tattoo). Cambiano le modalità, i prodotti, le attrezzature, le motivazioni di chi si sottopone, le competenze di chi propone, ma l’azione rimane tale e quale!
Il trucco permanente è semplicemente un “tatuaggio” fatto sul viso! Una DERMOPIGMENTAZIONE fatta con pigmenti bioriassorbibili e con attrezzature e tecniche specifiche. Tutto qui!
Ho letto/sentito parlare “dell’inoculare pigmento”, “dell’iniettare colore” ecc. Purtroppo queste definizioni non fanno altro che creare ulteriore confusione a discapito della categoria, spingendo le persone a pensare che si tratti di tecniche di competenza esclusivamente medica! Infatti l’iniezione è una tecnica terapeutica consistente nell’immissione diretta dei farmaci nei tessuti o nel sangue, mediante siringa e ago cavo, nulla a che vedere con il trucco permanente. Ricordo che il T.P. può essere eseguito tranquillamente anche in tutti i saloni di bellezza in possesso dei requisiti igienico sanitari previsti dalle aziende sanitarie locali, nonché dalle Leggi regionali e linee guida ministeriali.
Quali sono quindi le accortezze da tenere presenti quando ci si accinge ad una DERMOPIGMENTAZIONE? Vediamole insieme
1. Controllare sempre l’attestato dell’operatore a cui si richiedono lavori di trucco permanente. (vedi sez “About us”)
Sia il trucco permanente che la micropigmentazione para-medicale, devono assolutamente essere eseguiti da operatori abilitati ad esercere tale attività, quindi in possesso di una attestazione regionale valida ai sensi della legge quadro 845. Questo per dire che l’estetista o il tatuatore, se non in possesso del titolo appena indicato, non può eseguire trucco permanente. La prima cosa da controllare quando andiamo a farci fare un T.P., è l’attestato dell’operatore che deve praticarcelo. Inoltre ricordo che la Regione Toscana è stata la prima a promulgare una legge che obblighi tutti coloro che effettuano tatuaggio a frequentare un Corso di Qualifica Specifico in cui vengono ampiamente trattati argomenti che riguardano soprattutto la parte di igiene e sterilizzazione degli strumenti, dermatologia, chimica, e aspetti legali legati al tatuaggio.2. Controllare che l’operatore disponga di regolare licenza Igienico-Sanitaria
Seconda cosa è senz’altro la licenza igienico-sanitaria del centro, in questo documento (che dovrà essere affisso per legge), deve comparire in chiaro che il centro è autorizzato a svolgere servizi di trucco permanente, oltre che estetica, tatuaggio, ecc…
3. Controllare che i pigmenti (preparazioni coloranti) siano certificati e sterili.
La terza cosa riguarda le preparazioni coloranti che l’operatore utilizzerà su di noi. Dovranno essere, per legge, certificate, etichettate e sterili. Ciò significa che dovete esigere di vedere che nel tappino - NUOVO - venga versato colore da contenitori etichettati a norma di legge e puliti! Sappiate inoltre che, in Italia, la maggioranza dei pigmenti utilizzati per tatuaggio e trucco permanente viene commercializzato da ditte che NON producono il prodotto, ma lo importano, spessissimo da India, Pakistan e Cina, quindi lo confezionano e lo etichettano in Italia, MA QUESTI PRODOTTI NON SONO CONTROLLATI capillarmente come quelli italiani, ma vengono controllati sporadicamente a campione. QUINDI CERCATE PRODOTTI ITALIANI!
4. Assicurarsi che l’ago sia scartato davanti a voi.(e, in generale, tutta l’attrezzatura utilizzata)
Quarta cosa, scontata ma doverosa. L’ago deve essere scartato davanti a voi, ma non solo l’ago! Pretendete massimo utilizzo di materiale sterile e monouso. Quindi, per esempio, anche il bicchierino per contenere il “colore” deve essere nuovo e pulito. Niente delle cose poggiate sul carrello dell’operatore dovranno e potranno essere riutilizzate.Non solo, accertatevi anche che l’operatore butti subito dopo nel secchio dei rifiuti speciali il materiale utilizzato! E’ importantissimo.
5. Attenzione a non far utilizzare su di voi una qualsiasi matita da trucco!
Massima allerta a non far utilizzare su di voi una qualsiasi matita da trucco per la simulazione delle forme da tatuare: sopracciglia, rima labiale e rima ciliare. Questo è un errore gravissimo, sotto innumerevoli aspetti! Tra i più importanti la non sterilità e la non biocompatibilità della pasta grassa della matita. Inoltre sotto l’aspetto tecnico, il rischio di viraggi di colore è molto alto.
6. Controllate che le attrezzature siano protette da pellicole plastificate.
Controllate che le attrezzature siano totalmente rivestite da pellicole plastificate protettive: Sedie dell’operatore, lettino, lente, carrello, dermografo, cavo e corpo macchina.
7. Controllate che vengano utilizzati i DPI (Dispositivi di protezione individuale).
Occhio al camice, alla mascherina, alla cuffietta, al paraschizzi dell’operatore! Questi si chiamano D.P.I. (dispositivi di protezione individuale), e devono essere nuovi! E attenzione ai guanti, al procedimento di lavaggio delle mani, alla presenza o meno di prodotti per l’igienizzazione delle superfici, delle mani e quant’altro sia necessario per la pulizia degli ambienti. Se doveste notare macchiette sospette sui D.P.I., chiedete subito il perché: se la risposta non dovesse convincervi, fuggite via più veloci che potete!!!8. Diffidate di operatori troppo… “economici”.
Per quanto detto, considerando inoltre che un’abilitazione regionale costa circa 2.000 €, tenuto conto che un’attrezzatura a norma oscilla dai 2.000 ai 5.000 € ed aggiungendo che una buona formazione specifica può arrivare anche a costare 10.000 € (vedi sez “About Us”), ritengo che un trattamento professionale di trucco permanente dovrebbe essere proposto ad un costo che si aggiri intorno ai 500 €. Su queste cose non ricercate l’affare a tutti i costi. Dubito fortemente che un operatore, avendo fatto un investimento nel proprio lavoro di circa 8.000 €, e chissà quanti sacrifici, vi possa proporre un trattamento a 150 €! Mi viene da pensare che da qualche parte abbia risparmiato…
9. Assicuratevi che l’operatore sia preparato sulle tecniche di Trucco Correttivo del Viso.
Solo un truccatore capace e con anni di esperienza alle spalle può garantirvi un lavoro che esalti e non involgarisca i tratti del vostro viso. Le tecniche di trucco correttivo, permettono agli operatori di far risaltare i tratti del viso, minimizzando i difetti. Ecco perché conoscere semplicemente le tecniche di tatuaggio non basta per tatuare un’arcata sopraccigliare, un contorno della bocca o un eye liner che rimarrà più o meno a lungo nel viso di fronte agli occhi di tutti.
10. Buon senso. Sempre.
I consigli che avete appena letto non sono stati esposti in ordine di importanza. Sono tutti importantissimi, vitali per alcuni aspetti! Forse però quest’ultimo punto è il più importante di tutti, ed è valido sia per chi propone il trattamento sia per chi lo riceve. Il cancro della nostra società è il - sempre più frequente - binomio Ignoranza-Azione. Valutate con calma, utilizzando il BUON SENSO.

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